1926: nasce il Gruppo Alpini di San Giovanni Lupatoto
È collocata nel 1926 l’origine del Gruppo Alpini lupatotino. Giuseppe Lavorenti, maestro e storico lupatotino, quando scrisse nel 1983, la “Storia degli Alpini del Comune di San Giovanni Lupatoto” raccontava di “aver peregrinato a destra e a manca” senza trovare un documento scritto che attestasse la fondazione del Gruppo Ana locale. Riferisce però l’autore: “Abbiamo tuttavia la certezza che il sodalizio fu fondato nel 1926. Le testimonianze fondamentali sono due. La prima attestazione è quella dataci dall’alpino Angelo Vicenzi, classe 1900, che è stato uno dei primi soci iscritti. Egli ci ha confermato l’esattezza dell’anno di fondazione. La seconda testimonianza è quella dell’alpino Luigi Verdolin, classe 1927, che racconta come il nonno materno della propria moglie, l’alpino Giovanni Leoni, gli avesse riferito di aver partecipato al pranzo d’inaugurazione del Gruppo appena costituito, che si tenne nella trattoria “Il Giardinetto” nel mese di settembre 1926”.
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La storia del Gruppo Alpini di San Giovanni Lupatoto è ben riassunta nel seguente articolo scritto nell'agosto 2006, in occasione dell'80o anniversario di fondazione, dal socio alpino Pierluigi Bonamini per il periodico Il Montebaldo.
Quest'anno ricorre 1'80° anniversario (1926-2006) di fondazione del nostro Gruppo che fu costituito da un piccolo numero di alpini reduci della Prima Guerra Mondiale (1915-1918) per opera, in particolare, di Alessandro Mainenti che divenne così il primo capogruppo. Nello stesso anno gli iscritti aumentarono e venne inaugurato il primo gagliardetto. Sin da allora, e fino al 1939, alcuni parteciparono sempre alle varie manifestazioni locali, sezionali e nazionali. Negli eventi bellici, precedenti la fondazione del Gruppo, San Giovanni ebbe i suoi Caduti alpini: Giuseppe Poli, caduto sull'Amba Rajo (Adua) il 1° marzo 1896; altri venti nella guerra mondiale tra cui il sottotenente Camillo Pasti (medaglia di bronzo), caduto in Vallarsa (Coni Zugna) nel giugno del 1916. Fu decorato in vita anche Giovanni Faccio che fu insignito di medaglia d'argento per una gloriosa azione svoltasi a Passo Paradiso in Adamello nel 1918.
Nella Seconda Guerra Mondiale (1940-1945), l'Associazione Nazionale Alpini, per motivi bellici, sospese l'attività. In questi anni di guerra, altri trenta alpini lupatotini caddero sui vari fronti in cui vennero impiegati nella tragica ma gloriosa campagna di Russia.
Tutti si distinsero per il loro valore e dovere compiuto, ed alcuni vennero decorati alla memoria o a viventi: tra questi l'alpino Marcello Taietta (medaglia di bronzo) nell'azione di Musckries in Albania; il sottotenente Bruno Biascoli (croce di guerra alla memoria), caduto a Niksic (Albania); l'artigliere alpino Guerrino Ortolani (medaglia d'argento alla memoria), caduto a Malakaewa (Russia); l'artigliere alpino Mario Montioli (medaglia di bronzo) nell'azione di Malakaewa (Russia); il sottotenente Angelo Perbellini (medaglia di bronzo) a Nikolajewka (Russia); l'alpino Giovanni Riolfi (encomio solenne e promozione a caporale) in Russia.
RICOSTITUZIONE
Nel 1949, al termine del secondo conflitto mondiale, numerosi reduci si ritrovarono e ricostituirono il Gruppo inaugurando un nuovo gagliardetto. Quello del 1926 riportava sul retro lo stemma sabaudo e nel 1946, all'avvento della Repubblica, non era più possibile usarlo.
A capogruppo venne eletto il "vecio" della Prima Guerra Mondiale Angelo Vicenzi, sostituito nel 1952 dal sottotenente Angelo Perbellini, che rimase in carica fino al 1954, al quale subentrò l'alpino Tranquillo Piol che diresse il Gruppo per ben trent'anni.
In questi anni la vita del Gruppo scorre all'insegna della normalità prevista dallo Statuto ed i soci parteciparono numerosi alle varie Adunate nazionali. Memorabile la 22a, nel 1948, per l'inaugurazione del nuovo ponte coperto di Bassano del Grappa.
In tutti questi anni il capogruppo si prodigò perché gli iscritti fossero sempre più numerosi, raggiungendo e superando il centinaio.
Nel 1964 venne inaugurato un nuovo gagliardetto: madrina la signorina Agnese Ortolani, sorella della medaglia d'argento Guerrino.
In quello stesso anno l'Adunata nazionale si tenne a Verona (la 37a) ed il Gruppo vi partecipò compatto (ospitando molti soci trentini), come a quella del 1981 (54a) e del 1990 (63a).
Nel 1983 il giovane alpino Vittorio Zecchetto venne eletto capogruppo sostituendo il "vecio" Tranquillo Piol (dette le dimissioni dichiarando che ormai alla testa del Gruppo doveva esserci un giovane) che rimarrà fino alla morte un grande portabandiera insieme al capogruppo onorario ing. Patrizio Bianchi.
Nell'autunno dello stesso anno il Gruppo organizza l'Adunata sezionale partecipata da moltissimi alpini con i loro gagliardetti. Sempre nel 1983 il socio Bruno Tosi concede al Gruppo due locali di sua proprietà per le varie riunioni, mettendo così fine al disagio creato dai vari necessari incontri che si tenevano in ambienti pubblici.
Per coronare l'attività svolta si diede alle stampe il libro "Alpini del Comune di San Giovanni Lupatoto", opera dello storico alpino locale Giuseppe Lavorenti.
Negli anni 1972 e 1976 avvennero, purtroppo, due gravi luttuosi fatti: il 12 febbraio 1972 al campo invernale, una valanga travolse, insieme ad altri sei giovani alpini, Domenico Marcolongo, al quale verranno tributati dal Gruppo e dall'intera cittadinanza del paese sentite onoranze funebri, volute dalla Amministrazione comunale presieduta, in quel tempo, dall'alpino Pier Luigi Bonamini.
Quattro anni dopo, il 6 maggio 1976, un tremendo devastante terremoto sconvolse il Friuli. Immediatamente il presidente nazionale Bertagnolli chiama in aiuto tutti gli alpini, i quali, insieme a tanti altri cittadini, accorrono per dare inizio alla ricostruzione della zona colpita dal disastroso evento. Anche parecchi alpini locali, con degli amici, prestarono la loro opera nel cantiere n° 3 a Buja.
Intanto gli iscritti aumentano ed il consiglio direttivo decide di dotarsi di una sede propria.
Nel comune di Buja, ove si era operato per la ricostruzione, nel 1986 venne reperita una casetta prefabbricata che, smontata, venne portata a San Giovanni e risistemata su un terreno dato in concessione convenzionata dall'amministrazione comunale; ancora oggi accoglie, nei pomeriggi feriali, alpini ed amici pensionati.
Nel 1993 il consiglio direttivo constatava che la suddetta costruzione aveva bisogno di modifiche tecniche moderne, visto anche che l'affluenza dei soci diventava sempre più numerosa, e decideva di edificare, sempre sul terreno convenzionato, una nuova e più ampia sede.
Avuto il progetto approvato, in poco tempo si erigeva il corpo scheletrico in cemento armato, compreso il tetto, che poi, dopo alcuni mesi, venne sospeso fino a quando l'Amministrazione comunale, nel 1996, concedeva in zona industriale, sempre su convenzione per 99 anni, un terreno di 6000 mq. per dar modo al Gruppo alpini di costruire una nuova ampia e moderna sede che servisse non solo per i soci, ma anche per altre Associazioni solidaristiche.
Dopo aver avuto i vari permessi e documentazioni necessari, in poco tempo venne eretta la nuova sede (240 mq.) costituita da piano terra e sottostante magazzino, dotata di ogni accorgimento tecnico, con tetto ad intelaiatura in legno, finestrature e portali in alluminio anodizzato verniciato. Successivamente venne installata una moderna cucina con attiguo bancobar e tutto il necessario arredamento.
Come da convenzione, l'amministrazione comunale sta sistemando ottimamente il terreno esterno con pavimentazione in cotto e cemento lasciando ampi spazi verdi che dovrebbero essere adeguatamente piantumati.
Nel 1996 il capogruppo Vittorio Zecchetto, per imprevisti impegni, lasciava la presidenza del Gruppo e subentrava il cap. Edio Fraccaroli, quindi Guerrino Zambonin ed attualmente è ritornato in carica Vittorio Zecchetto.
Oggi il Gruppo conta 340 iscritti e circa 200 "soci aggregati". Numerosissimi gli impegni in opere volontaristiche di solidarietà (AVIS - FIDAS ed altre Associazioni) nell'ambito cittadino e verso l'amministrazione comunale, particolarmente per le sue manifestazioni patriottiche. Il Gruppo, oltre che seguire le varie norme e manifestazioni statutarie, si impegna annualmente nella ricorrenza della tragica e gloriosa ritirata di Nikolajewka con solenne rito religioso e deposizione della corona d'alloro al monumento ai Caduti posto al centro del paese.
In questa schematica teoria di avvenimenti, ci si consenta di ricordare che dal Gruppo alpini (uno dei più numerosi della Sezione di Verona), sono usciti, al servizio dell'Associazione, due consiglieri e revisori dei conti della sezione, nonché un consigliere nazionale che fu anche, per un anno, vice presidente nazionale. Da ultimo, ci piace non dimenticare che anche il cappellano sezionale don Rino Massella, è stato nominato con propria bolla dal vescovo attuale; per di più, oltre che cittadino lupatotino, è stato alpino prima del sacerdozio ed ovviamente è iscritto al Gruppo alpini.
Pierluigi Bonamini