CADUTI IN SERVIZIO

Serg. Domenico Marcolongo: alpino indimenticato

Il 12 febbraio 1972, nei pressi della baita Villalta sopra Malles, venne travolto e ucciso da una valanga, mentre era in marcia con il suo reparto, il caporalmaggiore ventunenne lupatotino Domenico Marcolongo e con lui altri sei giovani alpini.
Domenico Marcolongo, da poco diplomato elettrotecnico e con un probabile futuro da calciatore professionista (aveva militato nelle giovanili del Verona) era partito dal paese nel settembre del 1971 per fare il militare. Dopo il corso sottufficiali alla Scuola Militare di Aosta, era stato assegnato al battaglione Tirano del Quinto Reggimento Alpini.
L’11 febbraio 1972 aveva nevicato molto e l’ufficiale che comandava la compagnia non doveva imprudentemente inerpicarsi in quello stretto sentiero fra due montagne cariche di neve con pendenze del 40 per cento. Quando scese la valanga, alle 5 e un quarto del mattino, le penne nere in marcia furono subito travolte.
L’amministrazione comunale, su proposta del Gruppo Alpini locale, ha intitolato a Domenico Marcolongo il piazzale antistante alla vecchia baita alpina.


Giuseppe Poli, primo alpino di San Giovanni Lupatoto

Giuseppe Poli fu il primo alpino lupatotino caduto in guerra.
Nacque a San Giovanni Lupatoto il 30 novembre 1873.
Morì a Adua (Abissinia), l’1 marzo 1896.
Dal libro «Storia degli Alpini del Comune di San Giovanni Lupatoto» di Giuseppe Lavorenti:
“Fu assegnato al 6° Reggimento Alpini dislocato a Verona nel 1887 (…). Quando nel dicembre 1895 il ministero della guerra emanò l’ordine di formare il 1° Btg Alpini d’Africa Giuseppe Poli si arruolò volontario (…). Con lui si arruolarono i concittadini Zinelli Albino e Sandri Luigi. Tutti caddero nella battaglia di Adua dell’1 marzo 1896». La famiglia Poli, che risiedeva in via Madonnina 2, fece murare una targa a ricordo del caduto sulla facciata dell’abitazione. La targa è ora conservata presso la Baita alpina.

Un altro ricordo per Domenico Marcolongo.

A ricordare il sergente alpino Domenico Marcolongo non c'è più soltanto in baita il piazzale a lui intitolato ma anche una scultura in noce donata dallo scultore veneziano Antonio Bellini, nel l972 artigliere di montagna che nella notte della valanga che si portò via Marcolongo e altri 6 commilitoni si trovava a pochissima distanza dal luogo della tragedia nei pressi della baita Villalta sopra Malles in Val Venosta.
Una semplice ma intensa cerimonia, in perfetto spirito delle penne nere, si è svolta per la consegna dell'opera ( in legno di noce alta 80 centimetri raffigurante una croce inclinata con la scritta "Per non dimenticare" con una targa alla base recante i nome dei sette alpini e sette cappelli). La scultura, portata a San Giovanni dall'ufficiale alpino Giuseppe Macciò, è stata regalata, presente l'assessore Luisa Meroni e il fratello di Marcolongo, Antonio, al capogruppo Ana lupatotino Edio Fraccaroli e numerosi altri alpini.
Tre copie saranno messe a disposizione dei vari gruppi alpini dei caduti di Villalta.
Domenica 4 settembre il gruppo Ana locale sarà a Malles per ricordare la morte dei 7 alpini.
Renzo Gastaldo